Diritto allo Sport garantito (forse) dalla Costituzione

Lo Sport risorge nel PD (forse) con l’arrivo di Enrico Letta: il neosegretario, infatti, ha nominato Mauro Berruto, ex allenatore nazionale di Pallavolo maschile, membro della segreteria con delega allo Sport. Berruto, che ha vissuto lo Sport di alto livello ed è anche dirigente d’azienda, conosce l’importanza di questo tema nella vita di tutti e si rende anche conto, ce lo auguriamo, del poco che ha fatto il PD in merito.

Dal vuoto di iniziative sportive piddino non si è salvata, soprattutto, la segreteria di Zingaretti che pur era, ed è ancora, assessore allo sport della Regione Lazio: in realtà non si ricordano sue iniziative di riforma se non la distribuzione di contributi qui e là (vedi Barelli) e i ristori nel periodo Covid alle associazioni sportive.

Nel PD lo Sport dovrebbe essere seguito come merita un’attività che coinvolge, tesserati e non, più di 20 milioni di italiani (dato non ufficiale, probabilmente molti di più). Ben venga dunque la volontà di Berruti, manifestata nelle recenti dichiarazioni, di cambiare la Costituzione inserendovi lo Sport. Dovrebbe però, prima di tutto, cominciare a convincere i suoi. Partendo da quelli che siedono in Parlamento.

La vera sorpresa arriva però dal terzo de suoi quattro punti prioritari per lo Sport elencati nelle dichiarazioni: “Correggere da subito la Legge di Riforma”.

Parliamo forse della legge di riforma cui tanto lavorò il fu ministro (anche) dello Sport Spadafora e approvata dal Governo Draghi solo per rispettare una scadenza?

Se è quella che deve essere sfasciata e ricostruita allora è la stessa che è stata votata anche dal PD senza tener conto dei tanti dubbi e perplessità manifestate da più parti: un voto dato ‘per forza’?

È notorio, infine, che lo Sport italiano degli ultimi anni sia stato un gioco a tre: Giancarlo GiorgettiGiovanni Malagò e i M5S rappresentati da Simone Valente (governo gialloverde) e da Vincenzo Spadafora (governo giallorosso). Berruto dovrà lavorare sodo dentro al suo partito e, magari, coinvolgere il mondo dello Sport per discutere in che direzione cambiare da subito i decreti legislativi approvati solo a gennaio di quest’anno.