Dal gioco ai Giochi” (olimpici). Non era mai successo che il centro estivo promosso dal CONI nazionale in collaborazione con il Coni Lazio, con una lunga tradizione di offerta motoria e sportiva rivolta a tutti, facesse esplicito riferimento all’attività di vertice. “Con l’obiettivo – come è scritto sul sito del CONI nazionale – di aiutare i giovani a creare le premesse per diventare i campioni di domani.

L’impostazione, voluta esplicitamente dal presidente del Coni, riflette la sconfitta cocente subita dal Coni da lui presieduto nella guerra iniziata il 29 ottobre 2018 con la presentazione della legge di bilancio del governo gialloverde (SportPolitics primo a darne notizia).

Sport e Salute era l’idea di Giancarlo Giorgetti per far gestire lo sport di base al governo (e, quindi, a lui) bypassando il Parlamento e il CONI. Malagò si oppose con tutte le sue forze e per qualche tempo parve tenere testa al sottosegretario. Quando stava per soccombere (così sembrava) il governo cadde e dal cilindro parlamentare venne fuori l’esecutivo giallorosso.

Tutto a posto?

Nemmeno per sogno. Al neoministero delle Politiche giovanili e dello Sport rigorosamente senza portafoglio (ma un vero ministero dello Sport – più di dieci milioni di praticanti – no?) arriva Vincenzo Spadafora, classe 1974, il quale, intuito il largo consenso che lo Sport può dargli (a Zingaretti e a tutta la sinistra dovrebbero fischiare le orecchie), studia e si mette a fare davvero il Ministro dello Sport, visto anche che il suo amico Di Maio riesce – dopo varie vicissitudini vedi Rocco Sabelli -a piazzare il pretoriano Vito Cozzoli al vertice di Sport e Salute Spa.

Per Malagò è la fine. Non riesce a “toccare palla” nemmeno durante le lunghe mediazioni per la ripresa del campionato di calcio di serie A.

Il suo margine è rimasto quello di ‘elemosinare’ un centinaio di dipendenti con i quali portare avanti il compito che le legge Giorgetti gli ha assegnato: (limitarsi a) curare la preparazione olimpica. Un uomo come Malagò abituato da sempre al ruolo di prim’attore accetterà questo stato di cose? Oppure sta muovendo le sue pedine per costruire una santa alleanza contro Spadafora?  La verifica la avremo ben presto nei decreti delegati che Spadafora ha ormai da tempo annunciato per dare attuazione alla legge Giorgetti.